VILLAR DE MAZARIFE – ASTORGA

VILLAR DE MAZARIFE – ASTORGA

Lascio Villar de Mazarife con il sole che sorge alle mie spalle e percorro 6 km di strada asfaltata, un rettilineo che sembra non avere fine. Ad accompagnarmi c’è solo la mia ombra, qualche uccellino e il gracidare delle rane nel fossato. Ogni tanto mi viene naturale chiudere gli occhi: quando di fronte a te hai una strada dritta di cui non riesci a intravedere la fine, la fatica diventa più mentale che fisica e ogni attimo che passa speri che i tuoi occhi vedano prima o poi una curva o un paesaggio diverso che sembrano non arrivare mai.

Oltrepassato Villavante (km 10) si arriva a Hospital de Órbigo. Prima di entrare in paese si percorre un suggestivo ponte di origine romana, lungo 300 metri e davvero maestoso, è il ponte più lungo di tutto il cammino sede in passato di numerose battaglie, la più famosa legata alla leggenda del cavaliere Suero de Quinones. Mi fermerei volentieri un po’ qui, il paese è carino, ma farò solo una sosta breve, non sono neppure a metà tappa.

Passato Hospital un cartello segnala due opzioni: andando a sinistra si accorcia un po’ percorrendo la statale, andando a destra invece si prende la via campestre. E’ proprio a questo bivio che incontro Enn, un ragazzo estone che si è preso un anno sabbatico per viaggiare e per stare con la famiglia. Con lui camminerò per tutto il resto della giornata. È davvero incredibile come, qualsiasi incontro si faccia durante il cammino, che sia di breve o di lunga durata, ti lasci dentro qualcosa, che sia un semplice scambio di chiacchiere, il racconto di una storia personale, un consiglio, o anche solo una parola o un sorriso. Nulla è lasciato al caso, nulla è ovvio, c’è sempre qualcosa da imparare, da condividere o che ti stupisce e dopo nulla sembra più come prima, diventi più ricco e in un certo senso migliore.

Tra una chiacchiera e l’altra insieme ad Enn e dopo aver attraversato Villares de Òrbigo il paesaggio muta, si fa più panoramico e piacevole. “Finalmente!” penso, dopo la pioggia di ieri e i km di oggi ho davvero bisogno di questo, di guardarmi intorno e rifarmi un po’ gli occhi: distese di colline, prati e fioriture si posano su un sentiero di terra rossa piacevole da percorrere, campi, case di campagna e qualche boschetto qua e là.

Arrivo al km 23 circa e comincio a sentire un po’ la stanchezza, fa caldo e rallento, ma penso che posso tranquillamente fare i 10 km che mi separano da Astorga, comincio anche a sentire qualche tuono in lontananza ma dopo la giornata di ieri nulla mi fa più paura. Proprio in questo momento, quando la fatica si fa sentire di più, mi imbatto nella Casa de Los Dioses il cui motto è “la chiave dell’essenza è la presenza”: un piccolo paradiso del pellegrino in cui gratuitamente o dando un’offerta si può rifocillarsi e riposarsi. C’è di tutto: torte, frutta, pane, dolci, bevande, amache, brandine, cuscini per riposarsi, tutto curatissimo, dimostrazione che con poco e tanta semplicità si può fare veramente tanto.

Dopo questo momento idilliaco e aver recuperato Enn, proseguo fino ad arrivare al Crucero de Santo Toribio una piccola collina da dove si vede in lontananza Astorga. Ad Astorga riesco a trovare un posto letto all’Albergue de peregrinos Siervas de Maria, situato in un antico convento, e sono molto fortunata perchè di 164 posti letto sono rimasti gli ultimi.

Astorga è una città medievale importante, punto di intersezione del cammino francese e della Via de la Plata. Da vedere il Palacio Episcopal, progettato da Antonio Gaudì e sede del Museo del Pellegrinaggio. L’attrazione più imponente della città è la cattedrale, immensa da perderci la vista e una delle più antiche della Spagna.

 

  • Km percorsi: 31
  • Difficoltà: media (per i chilometri percorsi)
Like & Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial