Un viaggio nel viaggio: Machu Picchu

Un viaggio nel viaggio: Machu Picchu

Viaggio mistico

Sono sola con le gambe stanche e un cuore che continua a battere all’impazzata. Ho il fiato corto per l’emozione e contemporaneamente l’adrenalina a mille. Davvero oggi posso dire di aver abbracciato le nuvole perché ho appena percorso ed esplorato, toccato e attraversato uno dei luoghi più mistici, misteriosi e potenti sulla faccia della terra, Machu Picchu.

E’ tardo pomeriggio e l’area archeologica di una delle sette meraviglie del mondo moderno sta per chiudere. Mi trovo quassù dalle 6 del mattino e ho voluto sfruttare sino all’ultimo secondo il mio tempo a disposizione per godermi le ultime ore qui in santa pace, senza troppa gente e con la calda luce di metà pomeriggio, ottima per fare preziosi scatti con la mia reflex.

Per comodità potrei prendere l’ultimo autobus messo a disposizione dalle tante agenzie che ogni giorno fanno arrivare qui migliaia di turisti, ma non ne ho per niente voglia. Senza pensarci troppo decido che la mia avventura non potrà finire così banalmente a bordo di un bus, ma dovrò portarla a termine con le mie gambe, il mio zaino e il bagaglio di emozioni che ho accumulato durante la giornata.

Pertanto percorro a piedi il sentiero che taglia i tornanti della strada che conduce ad Aguas Calientes, il paese che fa da base e punto di partenza per tutti coloro che si vogliono recare a Machu Picchu. Il clima è umidiccio e la vegetazione è quella tipica della foresta tropicale (ricordiamoci che siamo a metà strada tra le Ande e la foresta amazzonica). A farmi compagnia il verde della foresta e i meravigliosi colori accesi di qualche pappagallo incontrato qua e là. Il sentiero è piacevole, tutto in discesa e si percorre in circa trenta minuti.

Il fiume Urubamba

Giunta quasi al termine, prima di arrivare al centro di Aguas Calientes, percorro un breve tratto ai bordi del fiume Urubamba. Quest’ultimo sorge sulle Ande, percorre l’omonima valle conosciuta come la valle sacra degli Incas, ed ha un carattere talmente energico e prorompente da trasmettere un leggero senso di impotenza, timore ma anche un’ attrazione viscerale nello stargli vicino. Mentre vengo assalita da questo mix di sensazioni contrastanti noto un gruppo di persone che con gesti ed espressioni concitate guardano verso la parte opposta della riva, mi unisco a loro ed ecco, davanti ai miei occhi abbastanza lontano ma non troppo, un tipico esemplare adulto di orso andino, detto anche orso dagli occhiali, che se ne sta arrampicato su un albero cibandosi delle sue foglie.  Lì per lì faccio fatica a credere a quello che i miei occhi vedono. Sto sognano o quell’orso è reale? E se sto dormendo allora anche Machu Picchu è stato solo un bellissimo sogno? Oppure ho mangiato dell’erba allucinogena? O forse quel tizio con cui ho parlato poco prima era uno sciamano e mi ha ipnotizzata? Aiuto, comincio a non capire più nulla quando un ragazzo, nell’intento di allungarsi il più possibile per scattare una foto, mi urta facendomi risorgere e finalmente capisco che è tutto reale.

Beh, devo dire che la classica frase “me lo ricorderò per tutta la vita” stavolta ci sta a pennello. Già Machu Picchu dì per se è forza, potenza, violenza e allo stesso tempo incanto, stupore, meraviglia e, in un contesto del genere, il “saluto” finale dell’orso è stata la più selvaggia e perfetta ciliegina sulla torta che Madre Natura potesse donarmi. E poi diciamola tutta, io ci credo poco al caso e alle coincidenze: sicuramente se fossi rientrata prima in albergo, se avessi preso l’autobus, se mi fossi accontentata delle comodità, se avessi fatto quello che fanno tutti, tutto ciò non sarebbe successo e il mio racconto non si sarebbe incentrato sulla parte finale della mia esperienza ma avrebbe avuto una cronologia più usuale. Questa è solo una piccola dimostrazione che per stupirsi e sorprendersi a volte occorre solo seguire il nostro istinto e andare semplicemente a caccia della meraviglia.

 

CONSIGLI UTILI PER CHI VUOLE VISITARE MACHU PICCHU

  • A Machu Picchu ci si arriva solamente in treno o, per i più temerari, a piedi, percorrendo l’Inca Trail, uno dei più antichi e famosi trekking del mondo: in 3-4 giorni di cammino, e solamente accompagnati da guide locali, si arriva al famoso sito archeologico. Il treno però rimane il mezzo più veloce, comodo e utilizzato: da Cuzco o da Ollantaytambo partono i treni della compagnia Perù Rail diretti ad Aguas Calientes.
  • Aguas Calientes

    Dormite in uno dei numerosi hotel di Aguas Calientes, svegliatevi presto e prendete uno dei primi autobus che vi portano in circa 20 minuti di tornanti direttamente su a Machu Picchu. Gli autobus partono ogni 10 minuti a partire dalle 5 del mattino. Questo, credetemi, è l’unico modo per evitare la calca delle ore centrali della giornata (dalle 10 alle 14 circa si concentra il maggior numero di turisti e anche degli odiosissimi selfie stick)!

  • Se avete voglia di fare un trekking emozionante e non soffrite di vertigini fate la scalata che vi porta a Huayna Picchu, ovvero il  monte che spicca in tutte le classiche foto da cartolina raffiguranti Machu Picchu. Una salita avventurosa, impegnativa ma non proibitiva (nell’ ultimo tratto occorre anche passare in mezzo a una roccia da sdraiati e affrontare una scala a pioli) vi porta alla vetta in un’oretta circa e da qui, credetemi, il panorama è mozzafiato e la visuale di Machu Picchu completamente diversa rispetto a quella classica che siamo soliti immaginare. La salita a Huayna Picchu si può fare solo al mattino e gli ingressi sono suddivisi su due turni.
La discesa da Huayna Picchu
  • Machu Picchu consente un massimo di 2500 visitatori al giorno, mentre Huayna Picchu 400. Di conseguenza se vi volete assicurare la visita occorre muoversi per tempo e diversi mesi prima acquistando i biglietti a questo link: http://www.machupicchu.gob.pe . Stessa cosa vale per i mezzi di trasporto.
  • Ultimo consiglio, più personale ed emozionale dei precedenti, non preoccupatevi se quando salite incontrerete nebbia o una leggera pioggerellina, il tempo varia in continuazione e il sole è sempre dietro l’angolo pronto a stupirvi. Inoltre cercate di camminare tra le rovine e godervi qualche panorama in solitudine lasciandovi trasportare dalla vastità che avete intorno e dalla potenza della natura.

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