LEÓN – VILLAR DE MAZARIFE

LEÓN – VILLAR DE MAZARIFE

Il primo giorno

Il punto di partenza del mio cammino è la cattedrale della città che, maestosa e imponente, domina su tutto il centro storico. Il cielo non preannuncia nulla di buono stamattina: nubi alte e minacciose sovrastano la cattedrale, i tuoni non mancano all’appello e la pioggia comincia a far capolino fin da subito.

L’uscita dalla città non è certamente piacevole ma l’avevo messo in conto. Percorro i primi chilometri tra smog, auto e zone industriali fino ad arrivare dopo 8,5 km alla Virgen del Camino. Questa è la località giusta se si vuole fare una sosta perché dopo non si troveranno altri luoghi con punti ristoro per diversi chilometri.

Usciti dal paese si incontra un bivio segnalato con un cartello molto grande (non ci si può sbagliare!). Qui occorre decidere se continuare dritti sul percorso originario che costeggia per diversi chilometri la statale in direzione Villadangos del Páramo, o prendere il sentiero alternativo che si snoda lungo sentieri e paesini per raggiungere Villar de Mazarife. Sono appena uscita da León e non ho per niente intenzione di fare altre strade trafficate per cui opto per il sentiero alternativo destinazione Villar de Mazarife.

Percorro i paesini deserti di Fresno del Camino e Oncina de la Valdoncina sotto una pioggia che continua imperterrita e senza dare segni di cedimento. E’ proprio qui, mentre sto facendo una pausa sotto la tettoia di una fermata dell’autobus fissando le goccioline che scendono sempre di più, che incontro Francesco, un giovane ragazzo pugliese che vive e lavora in Inghilterra. Lui è partito da Saint-Jean-Pied-de-Port insieme ad altre persone che poi si sono fermate e sta proseguendo il suo cammino da solo perchè “io dovevo continuare!” queste le sue parole.

Da qui il sentiero si fa più piacevole, si attraversa il pàramo leonense tra campi verdi coltivati a grano e terre rosse argillose. Questo mix di colori rosso e verde sotto un cielo cupissimo e illuminato da continui fulmini ha il suo fascino e sono convinta di aver fatto la scelta giusta prendendo questa direzione.

Arrivo a Chozas de Abajo dove un cartello dice che mancano 3,9 km a Villar de Mazarife, “molto bene” penso, ma da qui in poi è tutta strada asfaltata, tuona e diluvia. Accelero il passo, le scarpe sono sempre più zuppe di acqua e non vedo l’ora di arrivare. 

Giungo a Villar de Mazarife e mi fermo all’ Albergue San Anton de Padua, carino e accogliente con una camerata grande, un bel giardino e la cena comunitaria. Le cene comunitarie sono un bel momento conviviale di allegria e condivisione tra pellegrini: chiacchiere, risate, racconti della giornata e di vita si intrecciano mentre si gode del pasto. Consiglio vivamente di parteciparvi nel caso in cui l’albergue in cui alloggiate la proponga perchè sono momenti veramente arricchenti.

Il paese è piccolino, in mezzo alla campagna, ma c’è tutto: albegues, bar, negozietti e una chiesa. Molto caratteristico il campanile sulla cui sommità si possono ammirare le cicogne e i loro nidi. Da qui in avanti se ne troveranno diversi.

 

  • Km percorsi: 21,5
  • Difficoltà: facile
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