Le colline della val d’Orcia

Le colline della val d’Orcia

Passare una giornata tra le colline della Val d’Orcia è come percorrere la tela di un bravo acquerellista. Mi trovo in provincia di Siena, un territorio in cui storia, arte, cultura, tradizioni, natura, enogastronomia si incastonano perfettamente tra loro creando un prezioso gioiello che non può non illuminare gli occhi del visitatore.

Pienza

Il pregio di poter camminare in punta di piedi su questo quadro vivente l’ho avuto in una giornata di fine gennaio alquanto atipica: temperature gradevoli e un sole costante mi hanno accompagnata con determinazione lungo tutto il percorso.

Ciò che stupisce e incanta gli occhi del visitatore è proprio questo paesaggio da cartolina in cui file di cipressi, vigneti, stradine tortuose e isolate si stagliano su colline dalle forme sinuose, delicate e dai colori dalle molteplici sfumature pastello. E’ un piacere lasciarsi trasportare in questo quadro della natura e perdersi tra strade e borghi che infondono un’atmosfera di pace e tranquillità senza tempo.

La prima tappa è stata Pienza, il cuore della Val d’ Orcia, simbolo del Rinascimento e dell’Umanesimo, divenuta patrimonio Unesco nel 1996. La vetta del Monte Amiata (1738 m.) all’orizzonte, a circa un’ora di macchina dal punto in cui mi trovo, è una presenza costante mentre passeggio lungo le stradine del borgo.
Il paese è pressoché deserto (è domenica e siamo fuori stagione), gli abitanti del luogo mi sorridono mentre svolgono le loro attività quotidiane e finisco per imbattermi in un paio di negozietti dove poter acquistare un ottimo cacio di Pienza D.O.P, i tipici pici fatti a mano e altri prodotti locali. 

Torre del Cassero

Una veloce visita merita la Pieve di Corsignano, raggiungibile con una piacevole passeggiata di 10 minuti dal centro storico di Pienza. Dall’aspetto semplice, spoglio e austero, la Pieve risale al VII secolo. Da notare per i più attenti, la presenza di un bassorilievo molto particolare, si tratta di un serpente da molti attribuito alla figura leggendaria del serpente regolo, uno dei pochi giunti intatti sino ai giorni nostri.

Un’altra tappa obbligata se si percorrono queste zone è il piccolo borgo di Monticchiello, un vero gioiellino che dista pochi chilometri da Pienza. E’ molto suggestivo percorrere la strada che porta qui: la vista su Pienza è spettacolare mentre ci si fa coccolare dalle curve morbide e sinuose delle colline intorno.

Quello che più ha catturato la mia attenzione in questo borgo è stata la Torre del Cassero e il giardino di uliveti che la attornia. Si tratta di un’antica torre di avvistamento medievale acquistata dalla scultrice finlandese Eila Hiltunen negli anni 60 che la fece ristrutturare per convertirla in abitazione privata. Ma la cosa più suggestiva e inusuale è stata imbattermi, proprio nel parco adiacente la torre, in una mostra di acquerelli di Andrea Cresti, raffinato acquerellista, regista e commediografo, con al suo attivo 50 anni di mostre personali e collettive. 

Proseguo la giornata con una veloce visita a San Quirico d’Orcia, una delle tappe della Via Francigena. Qui, come ogni pellegrino che si rispetti, faccio una breve sosta per poi ripartire con la visita degli Orti Leonini, il tipico parco in stile decadente del 500, che durante la bella stagione deve sicuramente regalare al visitatore colori e profumi meritevoli di una passeggiata.

Per gli amanti della fotografia consiglio vivamente di fare una sosta alla cappella di Vitaleta. Si trova non tanto distante da San Quirico d’Orcia ed è un vero e proprio paradiso per chi ama fare belle foto da cartolina, di fatti si tratta di uno degli scorci più celebri e più fotografati di tutta la Toscana, e devo proprio dire che è un luogo davvero mistico e suggestivo e, se aiutati dalla luce giusta, i risultati possono essere strepitosi.

Mi dirigo verso Montalcino, tappa obbligata per gli amanti del buon vino in quanto patria di uno dei vini più famosi e apprezzati al mondo, il Brunello di Montalcino. Non si può assolutamente venire qui senza sorseggiarne un calice mentre si è intenti a perdersi tra le viuzze del borgo. Alta, superba, con la sua cinta muraria e con la sua imponente rocca, Montalcino regala un’atmosfera medievale senza tempo.

Concludo la giornata inaspettatamente a Montepulciano. Dico “inaspettatamente” perché nell’itinerario che mi ero fatta prima di partire non avevo previsto questa tappa, ma si sa, i programmi sono fatti per non essere rispettati, ed è proprio in questo caso che accadono le sorprese più belle. Montepulciano, infatti, non poteva farmi regalo migliore, uno spettacolare tramonto che ha letteralmente incendiato tutta la Val d’Orcia, l’ultima pennellata color rosso porpora prima del mio rientro.

 

 

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